Artigianato sardo

I caratteri che distinguono l’artigianato sardo, ispirati da un patrimonio culturale millenario, sono quelli dell’aver saputo amalgamare culture diverse che nei secoli si sono succedute in determinati territori della Sardegna. Era un artigiano artista che conosceva tecniche e segreti provenienti da culture diverse, puniche, romane, bizantine spagnole sino al periodo genovese e pisano. In età medioevale l’artigiano era colui che partecipava alle grandi imprese edilizie, come le costruzioni delle chiese e dei conventi, delle fortificazioni ed era in molti casi responsabile diretto dell’andamento dei cantieri, in quanto realizzava le macchine che servivano per la costruzione. Era un artigianato semplice ma funzionale dove anche l’intarsio non era solo un fatto ornamentale e fine a se stesso, ma partecipava alla completezza dell’oggetto ormai collaudato nei secoli. L’artigiano moderno è rimasto fedele a questa regola e pur non rimanendone legato reinterpreta e aggiorna l’utensile rinnovandolo alle esigenze moderne.

L’arazzo viene tessuto ancora su telaio con colori e geometrie che bene si sposano con gli arredi moderni dell’abitare. La ceramica diventa scultura plasmata da mani esperte, e motivi classici rivisti con occhio moderno esprimono linguaggi artistici che non temono confronti con le tendenze moderniste. L’intagliatore oggi propone la sua opera in complessi residenziali che fanno scuola nell’architettura moderna. L’oreficeria con l’uso della filigrana impreziosisce e risalta il bello femminile. I prodotti artigianali che vengono lavorati in Sardegna sono molteplici e sono: le tessiture che comprende tappeti, arazzi, coperte, stoffe, cuscini, strisce, tende, bisacce ecc. realizzate in lana, cotone o lino, su telai a mano. I principali centri tessili sono ad Atzara, Aggius, Bonorva, Buschi, Dorgali, Giba, Logoro, Morgongiori, Nule, Osilo, Paulilatino, Plaghe, Samugheo, Sant’Antioco, Santulussurgiu, San Vito, Sardara, Sarule, Scanomontiferru, Sedilo, tonara, Villanova Monteleone, Villamassargia, Zeddiani, ecc.

La cesteria che fornisce contenitori per la biancheria, per i vasi, per il pane e i dolci o intrecci decorativi per mobili, arredi o pareti. I materiali usati sono l’asfodelo, la paglia, le erbe palustri o la raffia. I centri più noti per gli intrecci sono: Castelsardo, Flussio, Montresta, Tinnura, Ollolai, Olzai, S. Vero Milis, Ninnai ecc. La ceramica più tipica è prodotta ad Assemini, Dorgali, Oristano e Pabillonis, mentre è altrettanto apprezzata quella realizzata a Cagliari, Quartu S. Elena, ad Olbia, a San Gavino, a S. Sperate, a Selargius, a Siniscola, a Sassari ecc. La gioielleria è realizzata in filigrana d’oro e argento o in corallo. Sono particolarmente rinomati gli orafi di Alghero, Bosa, Cagliari, Dorgali, Iglesias, Nuoro, Oristano e Sassari. La lavorazione del legno e sughero nella quale si distinguono le cassapanche intagliate, le maschere, le sedie, gli sgabelli, i pannelli, i taglieri, i vasi e le ciotole, ed oggetti e sopramobili vari. I tipi di legno sono: il castagno, il noce, il ginepro, il sughero e la ferula. I centri più noti nella lavorazione del legno sono: Aidomaggiore, Buddusò, Cagliari, Desulo, Macomer, Nuoro, Olbia, Orani, Ottana, Paulilatino, Santulussurgiu, Sassari, Tonara. Per la lavorazione del sughero sono rinomati Calangianus, Luras, Olbia e Sorgono.

La lavorazione dei metalli che si estende dalla fusione dei bronzetti nuragici, ai ferri battuti, ai contenitori in rame, ai campanacci ed ai coltelli. I centri più noti per queste lavorazioni sono: Caglari, Dorgali, Gavoi, Isili, Pattada, Santulussurgiu, Sassari, Sorgono e Tonara. Il ricamo che è particolarmente apprezzato negli scialli, nei costumi, nei tovagliati. I centri più noti per i ricami sono quelli di Oliena e Villanovaforru per gli scialli, di Osilo, Scanomontiferro, Teulada e Villanova Monteleone per i tovagliati, Bosa per i filet.

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