Automazione e robotica: differenze e analogie
Automazione e robotica hanno in comune l’obiettivo di aumentare efficienza e qualità riducendo l’intervento umano. Hanno però delle differenze sostanziali per quanto riguarda modalità e campi di applicazione.
L’automazione infatti è un concetto ombrello che include anche soluzioni solo software, mentre la robotica riguarda macchine fisiche in grado di agire nel mondo reale grazie a sensori, attuatori e controllori programmabili. Scopriamo insieme, dunque, analogie e differenze di due branche dell’innovazione sempre più protagoniste del nostro contemporaneo.
Automazione e robotica: cosa sono
Con automazione si intende l’uso di tecnologie meccaniche, elettroniche e soprattutto software per eseguire processi con minima supervisione umana, dai flussi digitali d’ufficio fino al controllo di impianti produttivi.
Include anche la Robotic Process Automation, abbreviata in RPA, che impiega bot per estrarre dati, compilare moduli e orchestrare attività su applicazioni diverse. La robotica è la disciplina che progetta e integra sistemi capaci di percepire, decidere e agire nello spazio fisico, distinguendo tra robot industriali per la produzione e robot di servizio per compiti non manifatturieri secondo le classificazioni diffuse nel settore.
Lavorare nell’automazione e nella robotica
Dal punto di vista della formazione, per entrare in ambiti come l’automazione e la robotica è fondamentale seguire un percorso accademico. Va da sé che la preparazione richiesta per lavorare in questi campi è molto specifica: per diventare un ingegnere industriale esistono vari indirizzi di studi e per arrivare ad alti livelli sono richiesti titoli come la laurea in ingegneria elettronica o anche in meccanica e meccatronica, a seconda dei compiti richiesti.
La laurea in ambito ingegneristico si può conseguire anche online, consultando l’offerta degli atenei telematici, come quella proposta dall’Università degli Studi Niccolò Cusano. Con questi titoli, gli sbocchi professionali riguardano le funzioni di progettazione, produzione, controllo e sicurezza, coerenti con i profili richiesti da automazione e robotica.
Le differenze tra automazione e robotica
La differenza primaria è fisica: nell’automazione pura l’oggetto è spesso un processo informativo o di controllo, mentre nella robotica l’oggetto è un corpo macchina che interagisce con materiali e ambienti reali; perciò la prima può vivere interamente in software, la seconda necessita di hardware più controllo e software.
Cambiano anche metriche e competenze: automazione software valuta throughput, tempi di ciclo digitali e qualità dei dati; robotica industriale misura payload, ripetibilità, workspace e integrazione con linee e sicurezza funzionale, pur condividendo principi di controllo, sensoristica e programmazione.
Le analogie tra automazione e robotica
I due mondi convergono nelle linee “cyber‑fisiche”: la robotica fornisce l’azione, l’automazione fornisce orchestrazione, scheduling, visione e AI, fino a sistemi adattivi e data‑driven in fabbrica; la tendenza 2025 vede crescere soluzioni integrate che combinano robot, sensori e software per resilienza e sostenibilità. Si punta moltissimo inoltre sui Cobot, ossia i robot collaborativi, che trovano ampio spazio di applicazione anche nell’industria.
Secondo la ricerca di Universal Robots, condotta in 8 paesi europei, tra cui l’Italia, investire in robot che affiancano lavoratori e lavoratrici è indispensabile per diversi motivi e questa ipotesi viene accolta con pareri molto positivi. Per il 90% degli intervistati nella ricerca ad esempio i cobot rappresentano una soluzione per la mancanza di manodopera, un aspetto che negli ultimi anni ha condizionato anche l’evoluzione tecnologica in Italia.
In termini economici, la spinta all’adozione di nuove tecnologie e di macchinari sempre più efficienti deriva da obiettivi comuni di produttività, qualità e sicurezza, con mercati della robotica industriale in espansione a doppia cifra e portafogli applicativi che vanno dall’automotive al food‑pharma. Secondo le previsioni, tra 10 anni, il 15% dei lavoratori sarà affiancato da un robot. Bisognerà però investire anche su una corretta integrazione di questi sistemi e sull’aggiornamento delle competenze per permettere a tutti e a tutte di interagire consapevolmente con le macchine.
Ambiti di applicazione e tecnologie
L’automazione dei processi tramite RPA e, sempre più, “automazione intelligente” con machine learning e processi di riproduzione del linguaggio umano, consente ROI e scalabilità nelle funzioni amministrative senza introdurre hardware, riducendo gli errori e velocizzando mansioni ripetitive. Nel campo della robotica, bracci articolati, robot cartesiani, SCARA, paralleli/delta e collaborativi vengono programmati per saldatura, assemblaggio, handling e verniciatura, con EOAT specifici e architetture cinematiche che offrono diversi gradi di libertà e precisione.
La robotica trova inoltre applicazione anche nella sicurezza, soprattutto per quanto riguarda lavori pericolosi. Secondo il rapporto dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, la robotica può ridurre i rischi e migliorare la qualità del lavoro svolgendo azioni più pericolose per gli umani o assistendoli in momenti delicati, come le operazioni chirurgiche.