Come ricavare il codice fiscale per detrarre i farmaci

La fiscalità italiana non è sempre negativa. Molto spesso, noi italiano godiamo di alcuni benefici che in altre nazioni del mondo come States, Giappone o UK sarebbero impensabili. Tra le tante, c’è anche la detrazione del costo dei medicinali e delle visite mediche che possono essere scalate, ogni anno, dalle imposte dovute nelle nostre dichiarazioni dei redditi.

Questo meccanismo viene messo in moto attraverso le ricevute fiscali, ovvero gli scontrini, che devono essere intestati a delle persone fisiche attraverso il codice fiscale. Questo identificativo alfanumerico indica ogni singola persona residente nel nostro paese. Con esso si può accedere a beni e servizi essenziali e, come già detto, godere di sgravi fiscali non indifferenti.

Lo stato di diritto: dove le spese mediche godono di sgravi grazie al codice fiscale

Le farmacie sono il luogo in cui questo documento viene richiesto più frequentemente. Sia nel formato di tessera sanitaria, nel pratico rettangolo plastificato blu, sia nell’apposito documento bianco e verde, il codice fiscale è fondamentale per godere di questi benefit. In caso non siate provvisti del vostro identificativo, è possibile ricavarlo velocemente attraverso dei portali online.

Attraverso pochi semplici dati, come nome e cognome, data e luogo di nascita, i calcolatori di codice fiscale disponibili in Internet possono rapidamente ricavare correttamente il vostro identificativo alfanumerico attraverso un complicato algoritmo. In questo modo, anche in assenza di documento fiscale a portata di mano, avrete la possibilità di accedere agli sgravi fiscali garantiti dallo Stato.

In Italia, infatti, i medicinali sono tutti garantiti di sgravi fiscali. Sono davvero poche le nazioni al mondo a godere di un simile regime economico. In America, ad esempio, sono le compagnie d’assicurazione a governare sulla medicina moderna. Il Regno Unito lavora su una scia del tutto simile. Gli altri paesi europei, invece, possono godere di regimi di agevolazione. Come e quando è nato, però, il codice fiscale? Perché è entrato così tanto nei tessuti socio economici della nostra società? Qual è il suo scopo primordiale?

La storia del codice fiscale in Italia: come, quando e perché è diventato fondamentale

Il codice fiscale nacque nel 1973 a causa delle eccessive noie burocratiche causate dall’impossibilità di identificare ogni singola persona presente sul suolo italiano come un unicum. I casi di omonimia, in fondo, sono decisamente comuni in una cultura in cui la nomenclatura dei bambini è in rapporto diretto con i santi e patroni e dove alcuni cognomi sono talmente diffusi da diventare modi di dire o esempi veri e propri. Il signor Rossi incapace di sommare due pere e tre mele, in fondo, lo conosciamo tutti.

Immaginatevi la posizione dei burocrati nostrani che erano costretti a confrontarsi con intere famiglie con le stesse nomenclature. Nei piccoli paesi del Sud, infatti, era un’usanza consolidata chiamare i propri figli con il nome dei genitori o del patrono protettore del paese. Si creavano, così, schiere di fratelli o cugini nati nello stesso posto e con lo stesso nome. Per semplificare l’affluenza degli introiti dovuti dalle tasse, lo stato italiano decise di introdurre nel Settembre del 1973 il codice fiscale.

Un identificativo a sedici cifre e lettere capace di racchiudere nome, cognome, luogo e data di nascita secondo una lunga serie di ferree regole da rispettare. Attraverso questo codice è diventato molto più difficile compiere attività illecite come evadere le tasse.

Grazie a internet il codice fiscale è diventato accessibile 24/24h

La storia del nostro identificativo, pertanto, è legata alla burocrazia ed alla riscossione del fisco. Come sempre, i documenti più affidabili sono proprio quelli delle tasse. Per questo, dunque, il codice fiscale diventa fondamentale durante i tempi contemporanei. Tamponi per il covid-19, visite mediche, farmaci e prodotti farmaceutici sono tutti detraibili dalle tasse attraverso il nostro codice fiscale.

Quando non si è in possesso dell’apposito documento, dunque, diventa fondamentale avere a portata di mano un portale che ci permetta di ricavare velocemente il codice fiscale. Infatti, i farmacisti sono abilitati a inserire manualmente il nostro identificativo, a patto che sia corretto. La memoria, sotto stress, non sempre ci viene in supporto e, quindi, un calcolatore automatico in rete diventa uno strumento necessario.

In fondo, per avere accesso a questi pratici strumenti online, sono necessari solo due requisiti ormai diffusi ad ogni livello e strato sociale: uno smartphone e una connessione dati. Inserendo i propri dati anagrafici, come nome, cognome, data e luogo di nascita, si può calcolare velocemente il proprio identificativo. Certo, le regolamentazioni che guidano il codice fiscale sono abbastanza semplici, ma è il codice di controllo ad essere quasi impossibile da calcolare a mente.

L’ultimo carattere del codice fiscale, infatti, è una lettera che è completamente estranea ai nostri dati anagrafici e che prende il nome di “carattere di controllo”. Essa può essere ricavata attraverso un algoritmo che va a convertire ogni singola lettera in un numero. Una volta effettuata questa operazione, le varie cifre vanno sommate. Una volta ottenuto il risultato finale, è necessario dividere tutto per 26. Decisamente complicato.
Molto meglio affidarsi ad un calcolatore virtuale che svolga celermente il lavoro al posto nostro.

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