Quando un’abitazione si può definire di lusso?

Conoscere la definizione esatta di “abitazione di lusso” è molto importante soprattutto dal punto di vista fiscale in vista di eventuali benefici e agevolazioni di cui si potrebbe usufruire sia nel caso di una locazione che nel caso di un acquisto. Le agevolazioni in questione possono avere a che fare con le imposte ipotecarie, con le imposte di registro, con le imposte catastali e con le aliquote Iva che devono essere applicate qualora le case vengano comprate direttamente dal costruttore. Le abitazioni di lusso, infatti, non permettono di beneficiare di questi incentivi.

La definizione di abitazione di lusso

La Corte di Cassazione ha sancito che tutte le compravendite tra privati sottoposte a imposta di registro dal 1° gennaio del 2014 con oggetto un’unità immobiliare a destinazione residenziale devono rientrare in categorie catastali differenti dalla A/1, che riguarda le abitazioni di tipo signorile, dalla A/8, che riguarda le abitazioni in ville, e dalla A/9, che riguarda i palazzi e i castelli di pregio storico o artistico. Gli immobili che hanno una destinazione d’uso diffferente sono esclusi da ogni tipo di beneficio fiscale. Sul sito italy-sothebysrealty.com è possibile acquistare appartamenti di lusso, ed è indispensabile essere consapevoli delle loro caratteristiche peculiari, tenendo presente che eventuali agevolazioni di cui si è usufruito possono essere revocate anche in seguito alla sottoscrizione di un contratto di affitto o alla stipula di un rogito nel caso in cui per l’immobile in questione sia riconosciuta l’assenza dei requisiti che sono stati dichiarati.

I criteri che permettono di identificare una casa di lusso sono quelli stabiliti dal Decreto Ministeriale n. 1072 del 2 agosto del 1969 che ha preso il posto del Decreto Ministeriale del 7 gennaio del 1950, emanato in applicazione della legge n. 408 del 2 luglio del 1949. Secondo tale decreto, sono abitazioni di lusso le case unifamiliari, vale a dire quelle che sono state costruite in aree destinate, secondo gli strumenti urbanistici in vigore, a tipologie edilizie unifamiliari con lotti di almeno 3mila metri quadri. Le aree agricole, in ogni caso, non fanno parte di questa categoria, nemmeno nell’eventualità in cui siano stati realizzati edifici residenziali su di esse.

Sono abitazioni di lusso anche quelle che risultano costruite su aree definite a parco privato o a ville, così come le abitazioni la cui cubatura è di almeno 2mila metri cubi: in particolare, il riferimento è a case realizzate in fabbricati che superano i 2mila metri cubi realizzati su lotti in cui la volumetria totale non superi i 25 metri cubi vuoto per piano ogni 100 metri quadri di superficie asservita al fabbricato. Tutti gli edifici familiari che sono muniti di un campo da tennis o di una piscina di non meno di 80 metri quadri con sottofondo drenante di più di 650 metri quadri rientrano nella categoria delle abitazioni di lusso, così come gli alloggi padronali, vale a dire le case con più di 200 metri quadri di superficie esclusi il posto macchina, le scale, le soffitte, le cantine, i balconi e le terrazze con una superficie scoperta come pertinenza corrispondente a più di sei volte la superficie coperta.

Le altre abitazioni di lusso

Nel novero degli immobili di lusso rientrano anche gli alloggi e i fabbricati che sono stati costruiti su terreni con un valore di almeno una volta e mezza superiore al valore della sola costruzione e le unità immobiliari singole con almeno 240 metri quadri di superficie calcolati senza tenere conto delle scale, delle soffitte, dei balconi, del posto macchina, delle cantine e delle terrazze.

L’articolo 8 del Decreto Ministeriale n. 1072 del 2 agosto del 1969 presenta in allegato una tabella in cui sono riportate le caratteristiche attraverso le quali vengono definiti e identificati gli immobili di lusso.

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