Tecarterapia: cos’è, come funziona, quali sono benefici e controindicazioni

Cos’è la tecarterapia? Come mai viene prescritta così spesso ai pazienti che varcano la soglia di un centro fisioterapico? Sulla tecar, altro nome con cui viene solitamente indicato questo tipo di trattamento, c’è da dire che si tratta di un metodo innovativo, indolore e per nulla invasivo di lenire delle sofferenze nonché di una pratica medica capace di curare varie tipologie di problemi.

Il fisiatra, l’ortopedico o il medico di base potranno consigliare ai loro pazienti di prenotare qualche seduta. A questa pagina https://www.fisioterapia-online.it/fisioterapista/area-tecarterapia potrete trovare il centro a voi più vicino dove è possibile fare tecarterapia. La terapia è necessaria in caso di dolori ossei ed articolari, ma anche per curare delle infiammazioni, delle lesioni e delle patologie cliniche di una certa rilevanza a carico dei tendini e dell’apparato muscolo scheletrico.

Per quanto privo di rischi questo genere di trattamento presenta comunque delle controindicazioni. Scopriamo insieme adesso tutto quello che ancora c’è da sapere sulla tecarterapia.

Tecarterapia cos’è

La tecarterapia è una pratica medica non dolorosa che non prevede l’impiego di attrezzi diagnostici o di medicinali. Essa è finalizzata alla cura di parecchie patologie di diffusione comune e riguardanti tanto l’apparato muscolare quanto quello scheletrico e tendineo. L’azione curativa in questo caso avviene mediante la pratica del trasferimento di calore ossia lavorando sulla porzione del corpo interessata e, tramite appositi macchinari, producendo all’interno di essa una piacevole sensazione di tepore.

Questo trattamento si basa sull’assunto che un picco termico possa agire sull’afflusso ematico tessutale cioè che il calore possa contribuire ad irrorare di sangue i tessuti della parte in cura. Tale evenienza non soltanto stimola le parti soggette a terapia ad accelerare i processi di riparazione, ma elimina dall’organismo anche le tossine in eccesso. Chiaramente la tecarterapia non può essere praticata da chicchessia: il calore prodotto infatti irraggia direttamente la zona su cui si lavora, ma agisce indirettamente anche sulle aree limitrofe su cui gli effetti vanno ovviamente monitorati.

Questo approccio terapeutico può servirsi del riscaldamento superficiale o profondo. Se si ricorre alla prima opzione si sfrutta, per mezzo di manipolazioni manuali o grazie all’azione di alcuni macchinari, l’effetto vasodilatante prodotto dal calore a livello della cute, effetto controbilanciato da una leggera vasocostrizione delle vene più profonde. Nel secondo caso l’effetto ottenuto è quello di riscaldare le parti più lontane dallo strato superficiale del corpo e quindi di creare qui un processo di vasodilatazione. Per far ciò sarà necessario avvalersi sempre di appositi macchinari a funzionamento elettromagnetico. Qualsiasi approccio diverso in questo caso sarebbe del tutto controproducente dato che porterebbe all’iperstimolazione dei vasi superficiali.

Tecarterapia benefici

Questa terapia è oggi sempre più spesso utilizzata in virtù non solo della sua indubbia efficacia, ma anche perché per nulla traumatica, anzi, come dicevamo in apertura quasi piacevole. Essa inoltre è molto versatile dato che può servire a trattare problemi muscolari, patologie nervose, dolori articolari, infiammazioni, traumi e quant’altro.

Inoltre il processo di stimolazione dei vasi sanguigni sopra descritto produce, come effetti secondari, il rilassamento dei tessuti nonché un progressivo drenaggio delle zone interessate da edemi o da ematomi. In poche parole insomma la tecarterapia, mediante una corretta stimolazione dell’apparato venoso, accelera i tempi di reazione e guarigione del corpo e riduce la sensazione di dolore legata all’insorgenza di malattie e di traumi di varia natura.

Quando sottoporsi a tecarterapia?

Chiaramente sarà possibile sottoporsi a questa terapia soltanto dietro suggerimento medico, suggerimento che arriverà prontamente in caso di contratture o generiche lesioni muscolari, di tendiniti, di artrosi dell’anca ormai manifesta, di fascite, di distorsioni di ogni ordine e grado e di rachialgie.

Essa tornerà inoltre utile al paziente in caso di traumi, pubalgie e borsite nonché nell’eventualità in cui necessiti di una riabilitazione.

In generale le zone più trattate saranno quelle della colonna vertebrale, delle ginocchia, delle spalle, dell’anca e degli arti. In poche parole insomma si potrà intervenire su tutti i complessi osseo-muscolari più importanti del corpo e sui centri maggiormente esposti al rischio di trauma, frattura ed usura.

Tecarterapia controindicazioni

La tecarterapia, per quanto parecchio utilizzata dagli addetti ai lavori al fine di garantire ai pazienti un minimo di sollievo dal dolore ed una pronta guarigione, non è adatta a tutti. A dire il vero le controindicazioni legate a questa pratica non sono poi molte, ma vanno comunque tenute sempre in considerazione.

Il trattamento non può essere subito ad esempio su soggetti in cui agisce un’infezione ai danni di una qualsiasi parte del corpo. Inoltre, per ovvie ragioni, i medici non prescriverebbero mai questo genere di terapia a pazienti incapaci di percepire o eventualmente di rendere nota a terzi la sensazione di calore. Inoltre la tecarterapia non fa al caso di chi abbia a che fare con problemi della coagulazione o addirittura con delle tromboflebiti. Infine questo metodo curativo non si addice alle donne in stato interessante, ai cardiopatici (soprattutto se portatori di apparecchi cardiaci) ed ai pazienti oncologici. Per il resto la terapia, benché si utilizzino delle onde elettromagnetiche, è sicura sotto tutti i punti di vista.

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