Tritarifiuti, uno strumento utile per smaltire i rifiuti

Il tritarifiuti, meglio noto come dissipatore di rifiuti alimentari (dra), è un piccolo ma geniale elettrodomestico che si collega al lavello della cucina. Ha la funzione di tritare e ridurre gli scarti di cibo, che dal lavandino finiscono poi nel sistema fognario.

Cos’è il tritarifiuti

Il dissipatore alimentare applicato sotto il lavello consente di eliminare tutti i rifiuti organici, tranne quelli fibrosi come ad esempio le bucce di banana. Il tutto viene scaricato così nella rete fognaria.

Il tritarifiuti non crea problemi gestionali, cosa che accade invece con il compostaggio e si è appurato che non comporta problemi di inquinamento ambientale. Per dotare le cucine del tritarifiuti è necessario considerare la capacità della rete urbana e abitativa e solo dopo aver accertato questo il sistema può funzionare a dovere.

Storia e diffusione del tritarifiuti

Poco diffuso e conosciuto nel nostro Paese, il tritarifiuti fu inventato nel 1927 dall’architetto americano John W. Hammes e messo in vendita nel 1941. Oggi è presente nella metà delle abitazioni statunitensi ed è ritenuto un valido sistema per eliminare i rifiuti organici.

In Italia come nel resto d’Europa il dissipatore non ha trovato fino ad oggi terreno fertile, nonostante si riveli un prezioso alleato dell’ambiente. Il problema dello smaltimento dei rifiuti umidi è da sempre molto sentito. Per alcuni il sistema migliore è quello del compostaggio, ottima cosa nell’ambito domestico laddove si può praticare. Per altri proprio il compostaggio produce emissioni nocive per cui non è la miglior soluzione.

Tritarifiuti e normative

Dal 2008 anche in Italia è possibile installare il tritarifiuti, purché nel comune sia presente un depuratore che riceve le acque di scarico della vostra rete domestica. Per conoscere meglio cosa dice la legge qui puoi leggere la normativa che riguarda il tritarifiuti domestico.

Nonostante si è visto come i dissipatori siano funzionali e risolvano parecchie situazioni legate allo smaltimento dell’umido, nel nostro Paese la mentalità è ancora quella della raccolta rifiuti tradizionale. In realtà, specie per molte aree dove lo smaltimento della spazzatura rappresenta problemi notevoli, il tritarifiuti si porrebbe come una valida alternativa. Affinché cambi la rotta è necessaria una politica che promuova una sperimentazione ad ampio raggio. Solo testandolo si potrebbe valutare la sua reale efficacia.

Quali sono i vantaggi del tritarifiuti?

Ma quali sono i benefici derivanti dall’adozione a livello generale dei dissipatori? Se tutti utilizzano questo metodo i conferimenti dell’umido in discarica diminuiscono sensibilmente. Ciò significa che il dissipatore serve per ridurre la CO2 prodotta dai mezzi che raccolgono i rifiuti ed anche per produrre eventuale energia tramite il biogas.

I vantaggi per chi possiede il tritarifiuti collegato al lavello cominciano dal non aver cumuli di spazzatura nel contenitore, sempre in attesa di essere portati fuori. Possiamo così dire addio a ossa di pollo e carne o a fondi di caffè, che abitualmente gettiamo nell’umido. Inoltre il dissipatore aiuta nell’eliminare tutti i cattivi odori prodotti in cucina, mantenendo l’ambiente pulito e igienizzato.

Secondo studi prodotti dall’Ispra quasi dieci anni orsono, i costi annui per lo smaltimento dei rifiuti organici di una famiglia sono di circa 50 euro. Comprendono raccolta, trasporto e trattamento dell’umido. Se tutte le abitazioni fossero dotate del dissipatore alimentare le spese scenderebbero di oltre mezzo miliardo di euro all’anno.

C’è chi lo promuove come accessorio igienico, molto utile per ridurre l’utilizzo del contenitore dell’umido. E anche chi lo ritiene valido per produrre fango di depurazione da impiegare in agricoltura.

Problematiche relative allutilizzo del tritarifiuti

Insomma, il tritarifiuti è un elettrodomestico amato/odiato. A fronte di molti cittadini ed esperti del settore che lo ritengono un valido strumento per liberarsi dei rifiuti organici, esistono anche coloro che non lo approvano.

Sono in molti a non vederlo come la soluzione giusta ed efficace, perché le tubature fognarie, sia quelle delle case che quelle sotterranee non sono strutturate per riceverlo. Tra gli svantaggi del dissipatore alimentare un inevitabile aumento dei costi dei trattamenti degli scarichi reflui.

Un altro problema è dato dal fatto che in molte parti del territorio non sono presenti i depuratori. In questo caso gli scarichi confluiscono direttamente in laghi, fiumi e mari.

Conclusioni

Appurato che nella vostra zona è possibile installare il tritarifiuti, potrete posizionarlo sotto il vostro lavello. Ricordiamo però che si tratta di un’operazione delicata, per cui se non si hanno le competenze è meglio affidare il lavoro ad un idraulico di fiducia. In questo modo si evitano possibili problemi e si è certi del funzionamento corretto del tritarifiuti.

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